"Capita che.. ti ritrovi all'improvviso sbalzato in una dimensione che non è più la tua, in un mondo che è tutt'altro da quello che avevi immaginato.. e non sai più quello che è giusto fare, da quello che non lo è.. le persone da valorizzare, da quelle da disprezzare.. quello che è giusto, e quello che è sbagliato.. è per questo, che sto scrivendo questa lettera, perché non so nemmeno se sia giusto dirtelo di persona, quello che penso, o affidare tutto ad un silenzioso e lapidario foglio di carta.."..Eh sì, che in fondo lui era stato sempre molto bravo a scrivere, e a scrivere tanto.. ma da un po', era come immobilizzato in una struttura troppo più grande di lui.. tanti obblighi, tanti doveri, troppe imposizioni..
Eh sì, che era una vita e una serie di scelte che nessuno gli aveva imposto di seguire: ogni cosa a suo tempo, ogni passo scandito da una sua decisione.
Eh sì, che ogni mattina si guardava allo specchio convinto di quello che aveva fatto il giorno prima, e non se ne pentiva minimamente..
E ora chissà perché, quella disperazione e quel senso di soffocamento erano un qualcosa che gli attanagliavano il cuore, il fiato, la mente.. non sapeva nemmeno più da quante notti non dormisse tranquillo.. girandosi e rigirandosi in quel letto.. era stato facile man mano buttare all'aria tutti i sogni passati e tutti i progetti, ma come era stato difficile ripararsi dopo dalla cascata di vetri infranti..
"..non so dove sarò domattina, né se rientrerò qui a casa stasera.. forse sarebbe stato più giusto non trascinarti in questi miei deliri mentali.. forse sei stata tu l'unica ancora di salvezza, in questa mia incasinatissima esistenza.. e forse non avrei potuto chiedere regalo più grande, a chissà chi ci guarda da lassù.. forse ho la colpa di non aver mai saputo dare il giusto valore alle cose e alle persone, o forse sono io stesso, che non mi do' il giusto peso e il giusto valore.."
Il sole ormai tramontava, laggiù, lontano.. e il rosso accendeva ogni cosa.. era in fondo lì, giorno dopo giorno, a rifare il giro sulla sua testa, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.. e questo strideva così tanto con il suo sentirsi fuori posto.. ingabbiato in una serie di azioni quotidiane, di costrizioni prima psicologiche, forse, e poi fisiche.. chissà.. in fondo era in piedi su quel terrazzo a scrutare il sole chissà da quanto, tanto che gli occhi ormai quasi gli lacrimavano.. o magari non erano lacrime di stanchezza, ma lacrime più profonde..
M.
Eh sì, che era una vita e una serie di scelte che nessuno gli aveva imposto di seguire: ogni cosa a suo tempo, ogni passo scandito da una sua decisione.
Eh sì, che ogni mattina si guardava allo specchio convinto di quello che aveva fatto il giorno prima, e non se ne pentiva minimamente..
E ora chissà perché, quella disperazione e quel senso di soffocamento erano un qualcosa che gli attanagliavano il cuore, il fiato, la mente.. non sapeva nemmeno più da quante notti non dormisse tranquillo.. girandosi e rigirandosi in quel letto.. era stato facile man mano buttare all'aria tutti i sogni passati e tutti i progetti, ma come era stato difficile ripararsi dopo dalla cascata di vetri infranti..
"..non so dove sarò domattina, né se rientrerò qui a casa stasera.. forse sarebbe stato più giusto non trascinarti in questi miei deliri mentali.. forse sei stata tu l'unica ancora di salvezza, in questa mia incasinatissima esistenza.. e forse non avrei potuto chiedere regalo più grande, a chissà chi ci guarda da lassù.. forse ho la colpa di non aver mai saputo dare il giusto valore alle cose e alle persone, o forse sono io stesso, che non mi do' il giusto peso e il giusto valore.."
Il sole ormai tramontava, laggiù, lontano.. e il rosso accendeva ogni cosa.. era in fondo lì, giorno dopo giorno, a rifare il giro sulla sua testa, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.. e questo strideva così tanto con il suo sentirsi fuori posto.. ingabbiato in una serie di azioni quotidiane, di costrizioni prima psicologiche, forse, e poi fisiche.. chissà.. in fondo era in piedi su quel terrazzo a scrutare il sole chissà da quanto, tanto che gli occhi ormai quasi gli lacrimavano.. o magari non erano lacrime di stanchezza, ma lacrime più profonde..
M.






